…alla fine vincono gli stupidi perchè facilitano la vita.
Apr 17th, 2008 | By admin | Category: Senza categoriaNO FOTO
E’ frustrante, ma è così.
lo stupido vince perchè non mette in soggezione, non è in grado di percepire strade articolate ma solo un’unica via.
comoda, per lo più.
ma non sempre strategica.
il fatto che l’uomo cerchi la comodità è la sua carta vincente.
il fatto che nel mondo ci siano enormemente più stupidi è il suo asso nella manica.
il fatto che un non-stupido si circondi di stupidi per primeggiare è la loro fortuna.
mi chiedo spesso quale sia il mio posto in questo stupido mondo troppo piccolo per la mia piccola voglia di esistere.
un mondo troppo piccolo per me, in cui mi sento stupidamente piccola.
mi riesce difficile, molto difficile, difendermi da questa stupidità.
le proposte articolate sono troppo complesse per un organismo che pensa unilateralmente e che non è disposto a contemplare vie alternative.
un organismo che, non capendo, riversa sugli altri la propria incompetenza/incapacità-di
certo, la strategia è difficile. e soprattutto, non si insegna. si ha. e basta.
nel corso di questi anni ho scoperto di avere un’ attitudine alla strategia organizzativa decisamente valida (su come venga percepita dal resto del mondo soprassiedo per i motivi di cui sopra), ma di essere fermamente carente nella stretegia propria degli stupidi: il paraculismo.
Non ce n’è per me: non mi è congeniale, non mi è naturale, non mi riesce.
lo studio pratico non mi aiuta, sono lenta nell’apprendimento e i risultati sono nettamente insufficienti.
mi trovo perennemente a soccombere in caso di scontro con uno stupido.
e, se gli stupidi sono molti, il mio numero di sconfitte è proporzionale alla loro densità nel mondo.
quello che più mi infastidisce è il passare dalla parte del torto con uno stupido solo perchè le leggi applicate sono le sue e non le mie. e, in uno stato che applica leggi che esulano dalla propria logica, è difficile essere imputabili. e imputati.
mi trovo in perenne minoranza di sostegno, di supporto, di amici forse, di forza. Di possibilità di azione.
E’ impressionante il livello di stronzaggine sviluppato dallo stupido ed è allo stesso tempo encomiabile: la stronzaggine è inversamente proporzionale al livello di competenza. In qualche modo bisogna pur vivere e vendicarsi su chi stupido non è e le armi che lo stupido usa sono usate in maniera impropria, sconslusionata, sproporzionata, eppure efficace.
Ho sviluppato la convizione che l’efficacia dipenda dalle leggi logiche di cui sopra: il simile tende ad avallare ed appoggiare il simile.
Tale concetto è profondamente legato a quella della “coalizione degli stupidi”.
Lo stupido è interdipendente. Lo stupido non viaggia mai da solo.
Lo stupido ha bisogno di supporto e di dipendenza, sebbene di un ristretto gruppo di persone.
Gruppi allargati di stupidi si vedono solo in zone povere o in grosse associazioni capillari ma decentrate.
Il modo con cui gli stupidi si coalizzano ha del miracoloso e del sorprendente sia per la facilità nell’incontrare altri individui compatibili, sia per l’applicazione, nella sua accezione più bassa, del concetto del do ut des.
Lo stupido, così facendo, riesce ad essere scambiato per “individuo attivo”, ma questo avviene solo in una prima fase di conoscenza.
Fortunatamente per chi stupido non è, lo stupido viene facilmente smascherato dopo una manciata di incontri, al massimo dopo una decina ossia non appena si cerca di instaurare con lui un rapporto logico e/o normale.
Non sono ancora riuscita a scoprire come sia possibile relazionarsi in modo pacifico con uno stupido, nè come sia possibile venir fuori da una relazione con tale individuo salvaguardando il proprio deretano.
Non sono neppure riuscita a capire come utilizzare le debolezze dello stupido per la propria difesa (un pò come nell’ aikido) o semplicemente come difendersi. Il sogno sarebbe quello di neutralizzarlo, ma per me è diventata un’utopia.
Si accettano vivamente consigli a riguardo.
Un’ultima considerazione che mi viene in mente a proposito dello stupido è la sua propensione all’ “attacco a riccio” in caso qualcuno lo metta di fronte al problema (per lo più creato o dipendente da una sua azione), la sua facilità nel divincolarsi e nel ripescare nella sua memoria un’azione del suo interlocutore, travisandola e riproponendola in maniera saccente e scocciata.
La prevaricazione e la pretesa sono altre due affilate armi che lo stupido utilizza ad ampie mani.
Bene.
Detto questo, credo che il mio livello di sopportazione stia giungendo a termine.
Credo, a questo punto, di poter uscire e provare a godermi questo week end lungo di pasqua.
Forse.
Solo gli stupidi sono convinti di non esserlo. Senza nessun condizionale. Senza alcun “forse”.
That’s all, Folks!